Sono entrato in orchestra nel 2017 iniziando a suonare fra i secondi. Dopo un po’ sono finito nei primi. Poi ancora nei secondi e nuovamente nei primi.
Insomma, rimbalzo, tra primi e secondi, come la lancetta di un metronomo (per fare un paragone a tema).
Proprio in questi giorni in cui non è più possibile fare prove, concerti e condividere idee, mi sono messo a ragionare sulla nostra orchestra e su quello che fa per tutti noi.
Prima di arrivare alla conclusione ci giro un po’ intorno:
Quando sono entrato, l’Orchestra viveva già da un 2 o 3 anni. Sappiamo già tutti quanto sia difficile inserirsi in un ambiente già avviato, che sia un’orchestra, una band, un’azienda o un gruppo di amici.
Proprio per questo motivo, la domanda che avevo fissa in mente era: “ma sarò all’altezza?”.
Trovai la risposta ovviamente , una volta iniziate le prove.
L’orchestra, chiunque tu sia, riesce ad incoraggiarti e a far sì che ognuno dia il meglio di sè; ognuno di noi fa al meglio quello che riesce, e come in un’azienda, ognuno ha il proprio compito ben preciso che svolge, CON e PER gli atri lavoratori.
C’è chi lavora in gruppo (per esempio le sezioni degli archi) e chi lavora da solo (come le percussioni e i fiati) ma tutti, alla fine, con il proprio contributo e dando meglio di sé, riescono a tirare fuori un bellissimo risultato che è l’orchestra
È proprio in situazioni come queste che la nostra voglia di condivisione, di musica e di idee si fa più forte. Speriamo che questo nostro desiderio di tornare a provare verrà esaudito, per poter sfornare nuove cose, con passione anche di chi ci ascolterà!
A presto!
Oscar!